





AUTORE DEL ROMANZO "L'ISOLA DI BREEZE"






Sei davvero intrigante..
Ti guardo, e la luce soffusa di questo locale, riflette sul bicchiere pieno di vino tutto il tuo fascino. Le tue femminili movenze mi fanno inebriare. Vorrei tanto poter fare un sorso mentre ti osservo mangiandoti con gli occhi.
Mi guardi, e dalle tue labbra fuoriescono gocce dolci di parole fruttate che a piccoli sorsi inizio a bere.
Sarà, che quel tuo profumo delicato e gradevole mi sta facendo tanto ingolosire, e mi sta ipnotizzando riempiendomi sempre di più il mio bicchiere. Ma tu scaltra, mi lasci delicatamente poggiarci sopra le labbra, lasciandomi però poi a bocca asciutta.
Ma…allora perché non hai tolto subito dalle mie mani il tuo rosso calice? Oh povero me ..resterò con l’acquolina in bocca.
La bottiglia è quasi finita. Ci resta solo un ultimo gustoso sorso da assaporare insieme. I nostri calici si toccano, unendosi in un brindisi.
Il sapore del tuo vino rimane per me ancora un mistero.
Resto ad osservare assopito, il meraviglioso involucro che lo contiene.
Sei una bottiglia pregiata. E..non sei ancora da aprire.. beh..Meglio così..
Ora preferisco conservare nella cantina della mia mente la tua bellissima etichetta per poi berti fino all’ultima goccia , assaporandoti nell’occasione più speciale.
Alessandro Cusinato
Sarà stato solo un sogno, ma posso assicurarvi che al mio risveglio avevo ancora la bocca spalancata dall’emozione mentre ripensavo a quello che avevo appena vissuto. Ricordo di essermi catapultato all’improvviso all’interno di un immenso giardino dell’eden. Banani ,palme, ibisco, frangipane e frutti tropicali coloravano l’intero paesaggio di profumi e colori estasiatici. Camminavo accaldato con indosso la mia canottiera e sulle spalle portavo uno zainetto mentre scimmiette e pappagalli rallegravano con la loro presenza la selvaggia natura incontaminata che mi circondava. Afferrai la mia macchina fotografica pronto per catturare con uno scatto i momenti più suggestivi.
Affascinato mi voltai , notando ampie distese di canna da zucchero , the e vaniglia che con il loro profumo mi condussero insieme alla deliziosa fragranza del fiore di frangipane, all’interno di un piccolo villaggio. Uomini e donne sorridenti banchettavano all’aperto con piatti piccanti speziati dai sapori forti. Quei caratteristici odori stuzzicarono in me l’appetito e per un attimo riuscirono addirittura a farmi dimenticare il buon profumo di vaniglia e frangipane. Il sorriso di un uomo gentile, mi donò poggiando nelle mie mani un piatto contenente una squisita prelibatezza da assaggiare. Ma il richiamo di un delfino mi fece ricordare che dovevo proseguire la mia marcia fino al mare. Giunsi su una spiaggia di sabbia bianchissima che leggiadra si strofinava pungente sulla mia pelle abbronzata dal sole dei tropici.
Davanti ai miei occhi , uno spettacolo maestoso : l’mmensità dell’oceano indiano. Ma nonostante la sua grandezza, sapevo di essere protetto da un meraviglioso muro di coralli colorati che come una cinta circondavano quel giardino e la sua cristallina piscina salata. Nel frattempo qualche imponente onda oceanica in lontananza tentava invano di penetrare oltre la cinta, con il muro naturale della barriera corallina che potente le respingeva. Tranquillizzato e Innamorato dalla cristallinità di quell’acqua tiepida, mi tuffai nuotando tra delfini e tartarughe. Incontrai alcune specie di pesci che fin ora avevo visto solo negli acquari. Mi senti leggero, felice senza il peso dello stress della mia normale vita. Mi sembrava di volare immerso nel blu di quella parte calma e tranquilla dell’oceano. Poi di colpo iniziò a piovere. Era la classica nuvola di pioggia giornaliera che dall’alto bagnava l’intera isola. Era ora di tornare all’interno del giardino e andare a caccia dello scatto più bello e suggestivo da fare.
Alzando lo sguardo però, uno strano animale simile a una gallina mi fissò domandandomi: – Straniero, prosegui il tuo viaggio senza far del male a questa terra .-
Rimasi di sasso. Ma poi lo strano essere scomparì e senza dar molto peso alle sue parole continuai a camminare.
Il sentiero mi portò dritto verso un lago chiamato ” Gand Bassin” ” dove l’altissima statua del dio Shiva sorgeva impetuosa . Un pappagallo cinguettandomi nell’orecchio mi sussurrò che per la gente induista del posto il lago era sacro. Scrutando il lago e sulle sue sponde notai con grande fascino che vi sorgevano numerosi templi induisti. – Ecco questo è un altro ottimo motivo per scattare una foto. – pensai . Poi in silenzio entrai in un tempio rigorosamente a piedi scalzi .
Altre tartarughe giganti che tranquille passeggiavano sopra quella fantastica terra colorata guardandomi perplesse mi domandarono : – Ma lo sai come si chiama questo posto? –
– No.- gli risposi
– Si chiama Terra dei sette colori . – mi risposero in coro pappagalli , tartarughe e quello strano animale simile a una gallina che avevo incontrato poco prima . Presi la macchina fotografica e scattai una foto ad dir poco meravigliosa . Ma come in tutti i sogni venni sbalzato imprevedibilmente di nuovo in mare , dove un delfino mi trasportò su un isoletta incantevole chiamata ” L’isola dei Cervi”.
Una volta giunto sulla più piccola isoletta mi accorsi che il mare e la spiaggia sembravano ancora più cristallini . Con mio grande stupore osservai sotto riva, centinaia di stelle marine che garbate abitavano il cielo azzurro dell’oceano. Ne presi una in mano estraendola fuori dalla superfice dell’acqua.
Ma a quel punto lo strano essere somigliante una gallina appollaiato a riva tra le palme osservandomi esclamò – No straniero, le stelle marine non possono vivere se estratte fuori dall’acqua del mare .- Sbalordito e confuso rilasciai immediatamente la stella sommergersi nell’acqua .
A quel punto incuriosito gli domandai.
– Ma tu cosa sei? –
Lo strano essere apri le ali e con fare aggraziato mi rispose:
– Ma come non lo sai ? Sono l’anima dell’isola straniero..tutti mi chiamano DODO .-,
La commozione mi congelò il sangue . Caddi nell’acqua svenuto e privo di sensi .
Mi risvegliai nel mio letto ancora emozionato .
Avevo parlato con un animale estinto da secoli , nato e cresciuto soltanto su quell’isola paradisiaca e che a causa dell’invasione dell’uomo si era estinto per sempre .
L’isola di Mauritius è uno dei pochi paradisi terrestri rimasti che ho avuto la fortuna di visitare . Spero con tutto il cuore che l’anima del Dodo protegga quest’isola per sempre . Sarebbe bello pensare che un giorno il Dodo , possa tornare a giocare tra le canne da zucchero, nella vaniglia o sulla terra dei sette colori del vulcano . Sperare non costa niente , anche se in questo caso “sognare ” un suo ritorno sembra molto più logico . Che dio benedica la natura e .. che dio punisca la cattiveria dell’uomo .
Alessandro Cusinato
E pensare che una volta su quel treno c’ero anche salito. Quel giorno passeggiavo per le vie tentatrici del mio destino tra cuori strappati e felici anime libere. La mia strada non era mai in salita, nemmeno alla fine di una ripida discesa. Ero colorato come un fiore in primavera nonostante fosse un giorno freddo d’inizio autunno. Proseguivo sempre diritto con il mio sorriso stampato sulla fronte. Non c’era nessuno che poteva impedirmi di voltare dove volevo. Camminavo a zig zag, saltellavo e ogni tanto correvo. Ero libero! ..Ma poi non so come, sbagliai strada e all’improvviso mi ritrovai all’interno di una piccola stazione. Sentivo Il rumore della macchinetta che obliterava i biglietti mescolarsi alla voce dell’annunciatore che fuoriusciva dagli autoparlanti. Dei bambini giocavano con le valige dei loro genitori e una donna piangeva perché il suo uomo era appena partito. Non avevo nulla con me. Nessun bagaglio ne tantomeno la voglia di partire. Sinceramente non sapevo nemmeno perché fossi li. Ma inaspettatamente da lontano, vidi il convoglio arrivare. Le lancette del grande orologio in quel momento si fermarono. Il treno arrivò in perfetto orario, puntuale nel binario più importante della mia vita. Le sue porte si aprirono e i passeggeri scesero. Notai con mio grande stupore che nessun’altro ci risalì. Mi domandai: perché nessuno sale ? Ero confuso ma mi risposi pensando che forse ero al capolinea di una rete ferroviaria nuova, o forse quello era un treno guasto che doveva stare fermo per poter essere riparato. Poi una luce illuminò le rotaie e la mia anima. Ero accecato e non riuscivo a vedere più niente. Niente tranne lei. Era lì, vicinissima al vagone e mi parlava attraverso i suoi dolci occhi mori e profondi. Alzai lo sguardo più su, ammirando i suoi capelli lisci e neri avvolti in un affascinante coda. Che era dolce lo riuscí a capire senza assaggiarla. Sembrava una caramellina di zucchero in mezzo a una montagna di sale. Sentivo che potevo fidarmi di lei e per un istante restai fermo a respirare quella nuova ventata di emozioni. Profumava di lamponi selvatici e more dolci. Poi Sorrise conquistandomi. C’era qualcosa in quella passeggera che mi attirava profondamente. Senza dire più nulla mi afferrò la mano e occhi negli occhi salimmo su quel treno. Le porte si chiusero e il viaggio iniziò. Attraversammo col sole splendente i luoghi più belli e con la pioggia e il vento quelli più tristi. Fù un viaggio indimenticabile uno dei più belli della mia vita. Stavamo bene insieme su quel treno. Ma ogni tanto mi mancavano le mie passeggiate solitarie per i sentieri imprevedibili del mio destino e la tentazione di scendere da quel convoglio mi assaliva. Fino a quando lei se ne accorse. Mi vedeva cambiato e non si fidava più di me. Così un giorno tirò il freno d’emergenza facendo fermare il treno in mezzo al nulla. Piangendo mi fece scendere ordinandomi di uscire per sempre dal viaggio meraviglioso che stavo compiendo all’interno del suo cuore. La guardai confuso. Ero triste e soffrivo. Ma lei aveva deciso. Entrai nei suoi pensieri capendo che del resto non aveva tutti i torti e che quella situazione me l’ero un pò cercata. Rimasi incollato ai suoi occhi mentre sentivo il treno ripartire. La vidi lentamente andare via ma in quel momento esatto capii perfettamente cosa volevo. Lei . Ma era troppo tardi. Corsi più veloce che potevo dietro al vagone che rapidamente scappava via. Urlai forte ” fermate il treno! ”
Ma niente e più nessuno più mi sentiva. Lei non mi sentiva più e il mio treno se ne andò . Restai solo e vuoto.
Ero disperso nel nulla della mia vita. Per giorni tentai di ritrovarla. A piedi cercai di ritornare nella stazione da dove eravamo partiti insieme , sperando che un giorno quel treno sarebbe ripassato dandomi una seconda possibilità. Ma niente. Camminai per chilometri e giorni ma quella stazione non la ritrovai mai più, sembrava svanita nel nulla.
Passano gli anni, ma ogni tanto mi fermo a guardare il mare, e le sue nuvole bianche che sfiorano l’orizzonte azzurro, mi fanno ripensare spesso a quel lungo viaggio immaginando di essere ancora lì nel vagone con lei viaggiando insieme fino alla fine della nostra vita. Ma poi sorrido ripensando a tutte le altre cose belle che mi sono accadute dopo. Ora viaggio libero cambiando i vagoni e scegliendo nuove destinazioni, scoprendo posti nuovi meravigliosi. Sono felice e non posso chiedere altro, ma nel profondo del mio cuore il viaggio trascorso con lei su quel treno non potrò dimenticarlo mai.
Alessandro Cusinato
Se il mondo girasse al contrario …la sera
Starei seduto con gli amici al bancone di un qualsiasi locale, aspettando di essere abbordato da decine di sguardi femminili. Ascolterei senza volerlo i commenti fatti su di me ad alta voce, da parte di alcune ragazze sedute al tavolo di fianco. Commenti un pò dolci e un pò perversi, che mi farebbero sentire molto desiderato. Fingendomi scocciato e privo di interesse, mi guarderei intorno maliziosamente, cercando tra tutti, gli occhi femminili per me più belli. Una volta trovati resterei fermo a fissarli. Farei un altro sorso del mio cocktail attendendo che quello sguardo faccia la prima mossa; aspetterei lei, che alzandosi dal suo tavolo spavalda, venga a sedersi accanto a me iniziando il corteggiamento con una qualsiasi banale battuta.
Intanto altre donne, sparse nel locale a caccia di un uomo, mi abborderebbero senza lasciarmi nessuna tregua.
Avrei solo l’imbarazzo della scelta.
Ma come fà ogni donna poi, troverei anche io una banale scusa per mandare via le corteggiatrici che non mi interessano. Ordinerei un altro cocktail, attendendo speranzoso l’avvicinarsi degli occhi di una sola ragazza: la mia preferita. Ma quelle splendide pupille da me favorite, sembrano troppo timide per avvicinarsi al mio tavolo e parlarmi.
Così mi muovo, cercando qualche diversivo per attirare la sua attenzione lanciandole dei segnali. Ma niente. Lei è troppo timida e il suo carattere sembra averne preso il sopravvento.
Sono le 23,00 è quasi ora di andare, deluso mi alzo. Ma rifletto pensando che non può finire tutto così. Determinato decido di prendere in mano la situazione. Mi incammino verso di lei. Le sorrido e mi siedo. Lei ricambia e finalmente parliamo.
Brindiamo e beviamo alla conoscenza dei nostri sconosciuti occhi.
Lei scherza dicendomi che questa sera il mondo ha girato al contrario: Invece che lei, una donna venire a corteggiare un uomo come me, ero stato io un uomo, a provarci con lei.
Io sorrido e divertito le prendo la mano dicendole che nel senso dove gira il mio mondo invece, sono proprio gli uomini che corteggiano le donne e non viceversa. Lei mi guarda e incredula scoppia a ridere.
In fondo questa sera, il mondo è girato come volevamo entrambi. L’occasione con il suo attimo non è stato lasciato fuggire via lontano scacciato dalle paranoie negative della nostra mente: con i nostri ” tanto non ci sta “. Se uno dei due non avrebbe fatto la prima mossa ora non saremmo qui a sorseggiare il nostro cocktail tenendoci per mano.
È proprio vero ..il mondo puó girare nel senso che vuole ma se noi non cogliamo l’attimo ogni lasciata sará sempre persa…
Alessandro Cusinato
#QUELLA NOTTE DI PARIGI..
Sono a Parigi . Apro un libro e inizio a leggere una breve favola : “C’era una volta una serata qualunque in una città spensierata . Ma Poi all’improvviso tanti colpi generati da un infame odio, spensero per sempre la vita di centinaia di giovani ragazzi .” Con un groppo al cuore Lo richiudo. Cerco di trovare un un lieto fine anche se so che non esiste. Cerco di capire il perché . Mi sento triste e ripongo il libro . Piango. Non voglio mai più rileggere questa maledetta favola.
Alessandro Cusinato
Ammiro la profondità dell’orizzonte . Vedo le onde e le sento infrangersi contro gli scogli . Sento il profumo della salsedine . Con il mio sguardo tocco le nuvole e le lascio muovere libere sopra i miei pensieri . Mi sento piccolo all’interno di questo quadro dipinto in modo perfetto. Tutti i colori sono al loro posto ; il blu dell’acqua del mare diventa verde appena il pennello divino sfiora leggero la tavola Marina vicino alla scogliera . Alzo appena lo sguardo , incantato penetro in un verde più acceso , dove i raggi del sole si arrendono alle grandi distese della vegetazione creando un colore ombrato rinfrescante. Vengo attratto all’improvviso ,da un azzurro chiaro e limpido , macchiato dal bianco delle nuvole che fino a pochi attimi prima il mio sguardo sfiorava.
Tutto è semplicemte perfetto . Decido di chiudere gli occhi e innamorato racchiudo tutto in una pregiata cornice .
Manca solo il nome di questa splendida opera d’arte rara e introvabile in nessun altro posto del mondo se non qui . Riapro gli occhi , e ammiro la meravigliosa firma dell’autore che ondeggia scritta nell’eternità tra il mare e il cielo . Il suo nome è bello come la spensieratezza . Il suo nome è Sardegna.
LUI IMPARAVA A NUOTARE …..
Fermo e preoccupato,ondeggiava pericolante . Non riusciva mai a raggiungere quella piccola ma enorme distanza che tanto vedeva pesante ai suoi occhi. Era lì ,sempre nello stesso punto , Immobile come lo era uno scoglio immerso nella sabbia della riva del mare. Aveva paura di staccarsi da quella tranquilla selvatica costa e osservava il mare aperto da lontano . I suoi giorni passavano lenti e uguali . Parlava coi pesci ,ascoltava il fruscio delle onde e sentiva il profumo salato del cielo . Guardava tristemente impotente quel mondo a lui inarrivabile . Pesante, cercava di allungarsi, tentando di lasciare alle spalle le altre rocce di scogliera che da tempo facevano a lui compagnia . Tutto era inutile ,la paura di raggiungere quell’infinito orizzonte lo bloccava affondandolo ,come un sasso che precipita sul fondale.
Ma quel giorno , la brezza umida e la sua corrente , trasportarono verso riva un fiume carico di alghe , coraggio e ingeniutà . L’ondata lo accarezzó con ferocia , e lo scoglio sorridendo si staccò dal fondale. Ora , Libero, poteva galleggiare in quel mondo fino ad ora inesplorato , un mondo dove l’altezza della sua paura sembrava insonmortabile ma che quell’onda coraggiosa aveva aiutato a superare. Imparò a rimanere a galla senza più affondare , attratto in superfice dalla bellezza dei raggi del sole e dalla luce splendente della luna. Aveva imparato a nuotare e ora più nessuna giornata sarebbe stata come prima. Poteva nuotare coi pesci,essere trasportato dalle onde e sentire il profumo vincente della sconfitta delle sue paure , navigando perdutamente tra il blu della salsedine.
Alessandro Cusinato
Mi chiamo Alessandro e la mia passione per la scrittura va oltre ogni cosa. Mi piace immaginare, sognare e trascrivere ogni pensiero cercando di trasformarlo in una bella storia. Adoro la natura, gli animali e sono appassionato di storia antica, ma soprattutto amo viaggiare con lo zaino in spalla. Mountain bike, trekking e qualsiasi altro sport avventuroso sono le mie passioni. Ho mille hobby e non riesco a stare fermo. Mi piace cucinare e adoro il vino rosso .
Mi emoziono alla vista di un luogo nuovo .. Sono sempre alla ricerca di sensazioni positive nascoste in un prato, in un bosco, lungo un fiume, in un libro o dentro una persona. Ho scritto il mio primo romanzo “L’Isola di Breeze” e molti diari di viaggio. Ho recentemente realizzato il sogno più grande della mia vita: Machu Picchu in solitaria. Professionalmente sono un “Sales assistant” nel mondo della pubblicitá..Beh forse meglio dirlo in italiano.. Un consulente di vendita nel mondo del Web. Consiglio, propongo e vendo quello che per un azienda, un negozio o un artigiano é il miglior investimento nel campo della comunicazione. Ho iniziato nel 2004 come agente di vendita e ora continuo in questa bella e difficile professione con tanto sacrificio,umiltá e passione.. Ma quando il lavoro termina appena posso scrivo…Sopratutto la notte …
Ora vi lascio con un mio pensiero:
La notte si viaggia in strade che la mente non é in grado di percorrere sotto il sole di una giornata; la luna e il silenzio delle stelle conducono in posti dove la fantasia riesce a trovare la direzione giusta . I fiumi delle vallate si riempiono improvvisamente di mille parole e mille pensieri, che sfociano in un mare bianco di pagine, colmate dalle scritture colorate che riempiranno il libro della propria vita.
Alessandro Cusinato