Viaggo in MTB sulla Via Francigena.

Via Francigena – Pedalando in Viaggio dal 17-08-16 al 19-08-16
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E’ stata un avventura indimenticabile, programmata solo all’ultimo momento, Improvvisata. l’idea di affrontare questa meravigliosa sfida, era nata per caso durante una pedalata mattutina lungo la ciclabile del canale Villoresi, dove io e il mio compagno di avventura Tommaso ci apprestavamo a macinare chilometri con le nostre MTB.
Tra una pedalata, il forte caldo , uno sguardo alla strada sterrata e all’acqua del canale che scorreva al nostro fianco, immaginammo come due pazzi di pedalare fino al mare.
Le nostre MTB frenarono di colpo, quasi d’istinto .. Come a darci il loro ok. A quel punto, uno sguardo d’intesa tra me e Tommy misto a un pizzico di pazzia ci fece disegnare mentalmente l’itinerario da percorrere :
La storica VIA FRANCIGENA. Per chi non la conoscesse, è un antico sentiero Romano detto anche via Romea. Una via maestra percorsa da pellegrini che a piedi o in bicicletta da CANTERBURY in Inghilterra giungono fino a ROMA. Restammo affascinati dalla storia antica di questa strada e dal suo itinerario avventuroso. Un misto tra sterrati, asfalto, ponti, colline, boschi e fiumi. Insomma una cornice perfetta ripiena di tanta natura, il posto adatto per pedalarci dentro con le nostre MTB.
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Dopo aver studiato al meglio l’antico itinerario, optammo  per un viaggio di durata quattro giorni partendo da Pavia. Lo sapevamo che non sarebbe stata una passeggiata, anzi… Si doveva attraversare ben tre regioni: Lombardia, Emilia Romagna e infine la spiaggia della lontana Toscana. Ma prima del mare, le nostre MTB dovranno attraversare diversi ostacoli: caldissime e afose pianure, entrare nel centro di alcune importanti città, arrampicarsi in strade sterrate di collina fino ad approdare fin sopra una montagna …
PARTENZA E PRIMO GIORNO DI VIAGGIO :
Carichiamo le nostre MTB in auto e verso le 9 del mattino giungiamo al Ponte Coperto di Pavia. Carichi e determinati puntiamo ad arrivare a Fiorenzuola entro sera.  Siamo Emozionati. Finalmente sta iniziando la nostra avventura !
Una volta in sella perdiamo un po’ di tempo cercando l’ingresso della  VIA FRANCIGENA. Domandiamo informazioni agli anziani del posto, ma molti di loro confusi ci indirizzano in luoghi sbagliati.  Notiamo con nostro grande stupore che qui  non tutti hanno un idea di quello che rappresenta questo antico e storico sentiero.
Finalmente notiamo un cartello, con incollato un adesivo bianco e blu e inciso un disegno di un pellegrino, simbolo inequivocabile dell’imbocco della via Francigena. Da qui in poi il nostro arduo compito era quello di pedalare tenendo sempre d’occhio quei piccoli adesivi. Il tutto per non perdere la strada del sentiero.

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Ci buttiamo in una ciclabile sterrata lungo il fiume Ticino e concentrati pedaliamo sempre più forte.
La tappa che ci porta fino a Orio Litta ci fa attraversare la pianura alluvionale del basso Pavese portandoci poi in strade sterrate all’argine maestro del fiume Po, fino all’attraversamento del fiume Lambro. Pedaliamo su Sterrati meravigliosi di sabbia e terra resi ancora più duri dal caldissimo sole di mezzogiorno. Ampi campi di granturco ci fanno compagnia per gran parte del viaggio.  Accaldati ci fermiamo a riposare finendo quasi tutte le nostre risorse d’acqua contenute nelle borracce. Ripartiamo quasi subito dando un occhiata al contachilometri. Sembravano molti di più ma in effetti avevamo perscorso solo 57 chilometri..Ne mancavano altri 50 per raggiungere il primo obbiettivo. Ipnotizzati dai paesaggi perfetti e rilassanti colorati dal verde degli alberi e dal giallo dell’erba rinsecchita, arriviamo a Orio Litta.
Passata la semi tappa di Orio Litta puntiamo dritti a Fiorenzuola.
Pedaliamo sotto un sole cocente lungo la campagna degli argini del Po. Qui l’odore dell’erba secca e del fieno ci entra prepotentemente nelle narici mischiandosi a quello del concime dei campi . In questo angolo di natura, l’agricoltura è tutto ..Più volte incrociamo decine di contadini che coi loro trattori arano campi. L’alta temperatura ci costringe più volte a fare delle piccole soste all’ombra, rientrando nel sottobosco del Fiume Po. Proseguiamo, costeggiamo diversi canalini d’irrigazzione  ..Beh ..Non vi dico che voglia avevamo di tuffarci dentro !
Finalmente la via Frangigena decide di lasciare il caldo atroce delle campagne Emiliane tuffandosi in una non molto più fresca, città di Piacenza. Con Le nostre MTB attraversiamo il centro città ammirando le bellezze architettoniche della bella cittadina Emiliana.Qui Incrociamo un primo pellegrino e lo salutiamo con la mano.
Dopo un breve tratto sulla Via Emilia arriviamo a Pontenure ,poi attraversiamo le campagne Piacentine fino al suggestivo Castello di Paderna . Di li a poco giungiamo stanchi ma soddisfatti a Fiorenzuola.
Concludiamo la giornata dopo aver percorso ben 107 chilometri.
SECONDO GIORNO DI VIAGGIO:
La mattina ci risvegliamo con le gambe un bel pò affaticate. Del resto i chilometri del giorno prima si fanno sentire . Ma siamo ancora più carichi, pieni di voglia e entusiasmo. Una sana e abbondante colazione è quello che ci vuole per affrontare un’altra dura e avvincente tappa.
Studiando l’itinerario che deve condurci fino a Cassio ( piccolo paesino di montagna sito a un altitudine di 850 metri ) ci rendiamo conto quanto sarà dura oggi.  Godremo degli ultimi chilometri di pianura ,per poi salire piano piano sulle colline Parmensi, fino al mitico Passo Della Cisa.
Mentalmente preparati ,carichiamo i nostri zaini sulle spalle e montiamo sulle nostre MTB. Il tempo è buono, cè il sole e sembra far meno caldo di ieri . Lasciamo il piccolo hotel e partiamo.  Il primo tratto ,di circa trenta chilometri,  lo facciamo ad occhi chiusi ,riaprendoli solo per ammirare due storici edifici religiosi : L’Abbazzia Cistercense di Chiaravalle della Colombia e il Duomo di Fidenza .
La nostra pedalata viene interrotta dall’incontro emozionante con un pellegrino ! è un ragazzo di Milano che partito da Piacenza sta camminando lungo la via Francigena a piedi fino a Roma ! Emozionati e rispettosi lo salutiamo scattando un prezioso selfie insieme a lui ! Gli auguriamo un buon cammino e proseguiamo per la nostra strada.
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Alcuni chilometri dopo ci accorgiamo che il paesaggio sta incredibilmente cambiando . Con nostro meraviglioso stupore iniziamo a lasciare i centri abitati e a salire , immergendoci in un paesaggio collinare da cartolina . I primi chilometri di salita sanno di un entusiasmante fatica . Una fatica che scompare ogni volta che si volta la testa a destra o a sinistra . Una fatica che ammira le vallate collinari Parmensi , e che poi scompare mentre si respira il profumo dei campi e dei boschi .
Qui la natura inizia a rapirci ,ipnotizzando noi e le nostre MTB , che curiose chiedono solo di continuare a salire per poter scoprire e ammirare nuovi paesaggi .
L’entusiasmo e la curiosità ci portano a pedalare fino allo stremo delle nostre forze . Nel frattempo il caldissimo sole d’agosto ,ci pugnala alle spalle ,costringendoci a terminare tutte le nostre riserve d’acqua . Abbiamo anche fame , del resto è mezzogiorno passato . Siamo cosi costretti a cercare delle fontanelle d’acqua potabile e quindi un posto ombreggiato per poter consumare una piccola siesta . Pedaliamo per altri dieci chilometri . Fino ad ora ne abbiamo percorsi più di cinquanta con la difficoltà aggiuntiva delle salite e del forte caldo. Ma niente , non troviamo da bere . Ma siamo davvero stanchi e affamati , cosi ci fermiamo a mangiare e riposare sotto un vecchio casolare abbandonato. Un oretta dopo ripartiamo . Fortunatamente un contadino ci tranquillizza dicendoci che qualche chilometro più avanti vicino a una chiesetta cè una fontana dove sgorga acqua potabile . La nostra voglia d’acqua è più forte di qualunque cosa . Arriviamo alla fontana pensando “Siamo salvi” !!  Ci buttiamo sotto ,facendoci un autentica doccia . Riempiamo le borracce e ripartiamo salendo sempre più su .. Attraversiamo posti bellissimi , entriamo in piccoli paesi collinari abitati da pochissime persone.
Verso le 18,30 e dopo 85 chilometri arriviamo a Berceto. Stanchi rallentiamo , credendo di avercela fatta per oggi .
Ma l’obbiettivo è di arrivare lassù a.. Dove la temperatura era un più bassa e qualche nuvola carica di pioggia la sorvolava … il passo della Cisa .
Così Chiediamo a un anziano quanto ci vuole ad arrivare a Cassio . Li ,un ostello ci avrebbe dato da dormire la notte .
L’anziano ci risponde in uno strano dialetto Emiliano , concludendo “Per Cassio,  dovete salire per 10 chilometri tutti in salita !”
Io e Tommaso ,guardandoci nel profondo delle nostre pupille , sospiriamo ,emettendo insieme uno strano verso : ehhhhh????  Stremati dalla fatica cerchiamo di capire la cosa migliore da fare : O restare ai piedi del monte e passare la notte in qualche albergo oppure salire sulle nostre selle e arrampicarci lassù in alto cercando di arrivare prima che cali il buio . Nel frattempo una leggera pioggerella cade sui nostri caschi rinfrescandoci le idee.
Basta uno sguardo sulla vallata che ci circonda , e un respiro profondo di rugiada e ago di pino per farci rientusiamare di nuovo ! anzi a dire il vero l’entusiasmo non ci è mai passato. In meno di un minuto decidiamo di salire !  La nostra determinazione è troppa e la voglia di arrivare su in cima e vedere nuovi emozionanti angoli di natura incontaminata è troppo forte . Non si può resistere al richiamo dei monti , anche se si è stanchi . La forza la si ritrova strada facendo tra un tornante e l’altro , tra i cespugli e alti alberi di Faggio.
Salendo ci rendiamo conto di quanto sia faticoso. Sulle gambe abbiamo i 100 chilometri di ieri e i 85 appena fatti di oggi oltre una leggera pioggia che batte sulle nostre facce e la ripidità della strada.
La stanchezza ci porta a fare tratti di salita in sella alle MTB con marcia super leggera e tratti a piedi spingendo le nostre bici con la forza delle braccia . Intorno a noi un bosco meravigliso , che ci rinfresca dal forte caldo d’agosto . Poi campi e qualche casa abitata di alcuni piccoli paesini . A circa metà strada poi la nostra fatica viene ripagata da un avvistamento meraviglioso . Un Capriolo bruca dell’erba solitario in uno spiazzo di vegetazione che taglia a metà il folto bosco .
il profumo di more e frutti di bosco ci fa assaporare ancora meglio questo splendido momento. Ma il rumore della ruota della mtb di Tommaso cattura la sua attenzione , e con un paio di piccoli salti , il Capriolo fugge al sicuro nel sottobosco.
L’avvistamento  anche se durato poco ,ci emoziona , e involontariamente ci dona ancora più forza per salire .
Verso le 20,30 , proprio quando il buio sta per incombere, arriviamo stremati a Cassio . Altitudine di circa 800 metri . Ci rechiamo immediatemente nell’ostello dove incontriamo tra gli altri , anche due ragazzi Bergamaschi che come noi in sella alle loro MTB , stanno affrontando lo stesso percorso per un viaggio che deve portarli fino a Roma .
TERZO GIORNO DI VIAGGIO .. PASSO DELLA CISA E ARRIVO AL MARE .
La mattina partiamo di buon orario . Abbiamo da affrontare gli ultimissimi chilometri di salita fino al Passo della Cisa per poi finalmente goderci la strada quasi interamente in discesa , sconfinando lungo la Toscana dritti fino al mare .
Dopo aver indossato i nostri kiwei , utili per riparaci dalle fresche temperature del Passo della Cisa , partiamo a testa bassa ma con i manubri che puntano verso l’alto . Alto, perché immediata la strada risale , inghiottendoci di nuovo nell’incubo piacevole della fatica fatta durante la salita di ieri .
La strada però dopo un oretta circa sembra sorriderci . Infatti davanti a noi come un premio o una medaglia, vediamo apparire prepotente il cartello di colore blu con inciso la scritta  PASSO DELLA CISA .
I nostri cuori sembrano battere più forte . L’emozione di essere arrivati fin lassù a 1040 metri d’altitudine dopo tre giorni di duro viaggio è qualcosa di Inspiegabile.  Una soddisfazione unica che fino a qualche tempo prima per noi era impensabile . Ci abbraciamo  voltandoci, guardando bene cosa cè intorno a noi e decidiamo di fermare un passante chiedendogli di scattarci una foto .  Il momento è di quelli unici, da ricordare per sempre . I nostri occhi e le nostre gambe ci ricordano che siamo arrivati quassù esclusivamente con la nostra forza fisica e d’animo . Con la passione che ha fatto volare fino a qui noi sulle nostre fedeli compagne a due ruote .
Ci fermiamo qualche minuto , chiudendo gli occhi e assaporando la gloria . Respirando l’aria pura e pulita della montagna . Ma poi ad un tratto torniamo coi piedi per terra , ricordando alle nostre menti , che nonostante il traguardo della Cisa appena raggiunto, non avevamo ancora fatto niente. Ancora nessuna impresa . La vera impresa era quella di arrivare giù al mare . Solo allora potevamo ritenerci vincitori .
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Cosi determinati, rimontiamo sulle nostre selle, gettandoci a capofitto nei venti chilometri di discesa , volando veloci a quasi 60 chilometri allora … I freni si surriscaldano mentre percorriamo la discesa che deve portaci dritti ( con decine di tornanti) in Toscana ad Aulla .
La discesa è un secondo premio , dopo l’arrivo al Passo della Cisa, per la tanta fatica e la sofferenza subita sotto il caldo sole Pavese d’inizio viaggio e il difficile percorso Emiliano concluso salendo sugli afosi colli Parmensi giungendo fino alla stessa Cisa.
Da Aulla fino al mare mancano solo una sessantina di chilometri . Chilometri che ci mangiamo ,aggredendo l’asfalto e gli sterrati della Francigena come fossimo un fiume in piena carico di entusiamo e gioia anziché di detriti e distruzione da far sfociare nel mare .
Verso le 18,00 dopo ben 264 chilometri e tre giorni pieni di viaggio , le ruote delle nostre MTB toccano la spiaggia del mare !
Cè l’avevamo fatta ! L’obbiettivo era stato raggiunto !Avevamo conquistato   Marina di Massa !
Ancora adesso ,io e Tommaso ,ricordiamo quel momento con grande emozione . La nostra sfida era stata vinta , e non solo sotto il profilo fisico e sportivo ma anche e soprattutto sotto quello mentale .
Ci scambiammo un abbraccio ancora più forte di quello sulla Cisa , continuando a ripeterci le parole ” siamo arrivati al mare “.
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Già , perché il ” SIAMO” è stato fondamentale per aiutarci ad affrontare tutto il viaggio . La nostra determinazione poteva essere nulla se non condivisa in due . Un piccolo ma grande lavoro di squadra che ci ha sollecitato a non mollare nei momenti più duri e a prendere decisioni consultandoci a vicenda ( come la decisione di che strada imboccare in un momento di smarrimento di strada in mezzo a un bosco ) senza incombere in decisioni affrettate.
Appoggiamo le nostre bici al muretto che delimita la spaggia e da veri Biker indossiamo le maglie celebrative della nostra vittoria . Sono magliette di colore blu con la scritta fatta a pennarello : ” VIA FRANCIGENA 2016  PAVIA -MARINA DI MASSA 264 KM “
Soddisfatti ci facciamo scattare una foto .
Poi come dei bambini , ci spogliamo correndo verso il mare .
Per tutta questa impresa però cè da ringraziare le due vere protagoniste : Le nostre MTB . Senza di loro nulla di tutto questo sarebbe accaduto . Nessun sentiero , nessun fiume , nessuno stagno , nessun campo , nessun bosco , nessun mare sarebbe entrato fin dentro nelle nostre pupille . Nessun insetto , nessun animale , nessuna pianta e nessuna persona incontrata sarebbe entrata dentro nel nostro cuore .  Infine il grazie più grande va a lei : Madre natura .  Io e Tommaso dobbiamo ringraziarti per lo spettacolo che ci hai regalato durante il viaggio e per la fatica sui pedali che ci hai concesso per poter assistere al tuo meraviglioso vivere .
A presto Natura ..Noi non vediamo l’ora di riaffrontarti ,in una nuova avvincente avventura .
Alessandro Cusinato
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