Sardegna

Ammiro la profondità dell’orizzonte . Vedo le onde e le sento infrangersi contro gli scogli . Sento il profumo della salsedine . Con il mio sguardo tocco le nuvole e le lascio muovere libere sopra i miei pensieri . Mi sento piccolo all’interno di questo quadro dipinto in modo perfetto. Tutti i colori sono al loro posto ; il blu dell’acqua del mare diventa  verde appena  il pennello divino sfiora leggero la tavola Marina vicino alla scogliera . Alzo appena lo sguardo , incantato penetro in un verde più acceso , dove i raggi del sole si arrendono alle grandi distese della vegetazione creando un colore ombrato rinfrescante.  Vengo attratto all’improvviso ,da un azzurro chiaro e limpido , macchiato dal bianco delle nuvole che fino a pochi attimi prima il mio sguardo sfiorava.
Tutto è semplicemte perfetto . Decido di chiudere gli occhi e innamorato racchiudo tutto in una pregiata cornice .
Manca solo il nome di questa splendida opera d’arte rara e introvabile in nessun altro posto del mondo se non qui .  Riapro gli occhi , e ammiro la meravigliosa firma dell’autore che ondeggia scritta nell’eternità tra il mare e il cielo . Il suo nome è bello come la spensieratezza . Il suo nome è Sardegna.

LUI IMPARAVA A NUOTARE …..

Fermo e preoccupato,ondeggiava pericolante . Non riusciva mai a raggiungere quella piccola ma enorme distanza che tanto vedeva pesante ai suoi occhi. Era lì ,sempre nello stesso punto , Immobile come lo era uno scoglio immerso nella sabbia della riva del mare. Aveva paura di staccarsi da quella tranquilla selvatica costa e osservava il mare aperto da lontano . I suoi giorni passavano lenti e uguali . Parlava coi pesci ,ascoltava il fruscio delle onde e sentiva il profumo salato del cielo . Guardava tristemente impotente quel mondo a lui inarrivabile . Pesante, cercava di allungarsi, tentando di lasciare alle spalle le altre rocce di scogliera che da tempo facevano a lui compagnia . Tutto era inutile ,la paura di raggiungere quell’infinito orizzonte lo bloccava affondandolo ,come un sasso che precipita sul fondale.
Ma quel giorno , la brezza umida e la sua corrente , trasportarono verso riva un fiume carico di alghe , coraggio e ingeniutà . L’ondata lo accarezzó con ferocia , e lo scoglio sorridendo si staccò dal fondale. Ora , Libero, poteva galleggiare in quel mondo fino ad ora inesplorato , un mondo dove l’altezza della sua paura sembrava insonmortabile ma che quell’onda coraggiosa aveva aiutato a superare. Imparò a rimanere a galla senza più affondare , attratto in superfice dalla bellezza dei raggi del sole e dalla luce splendente della luna. Aveva imparato a nuotare e ora più nessuna giornata sarebbe stata come prima. Poteva nuotare coi pesci,essere trasportato dalle onde e sentire il profumo vincente della sconfitta delle sue paure , navigando perdutamente tra il blu della salsedine.

Alessandro Cusinato

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