Welcome to QUEENSLAND!

AUSTRALIA- Road Trip- From Uluru to Queensland – day 27- 31

Con gli occhi e con l’anima ancora incantati dall’emozione per aver visto e toccato il cuore rosso d’Australia ripartiamo per le vie infinite del deserto dell’Outback. Altri tre giorni di nulla assoluto ci aspettano, un nuovo viaggio massacrante ma indimenticabile ci attende per i prossimi 2500 chilometri in direzione nord verso il verde Queensland!  La prima tappa nel deserto sarà la città di Alice Springs. Ci eravamo già passati qualche giorno fa in direzione di viaggio opposta, quando da Darwin scendevamo a sud verso Uluru. Qui rifacciamo la spesa comprando scorte di cibo, di acqua e riempiendo taniche di benzina. Tutto deve essere perfetto per la traversata del deserto che ci terrà incollati cocenti sul volante per più di dieci ore al giorno, per tre diversi e lunghi giorni, contando anche le tre notti in tenda sotto un meraviglioso cielo stellato ma alla fredda temperatura  dell’escurione termica di quasi zero gradi.

Le ore passano tutte uguali: fuori dal finestrino l’asfalto rovente della strada perennemente dritta, a destra e sinistra il selvaggio bush e sopra di noi il cielo azzurro grande come un oceano. Nulla cambia per la nostra vista per due lunghi giorni. Ma la monotonia qui è qualcosa di davvero speciale, di sovrumano e di magico. Ti accompagna e non ti lascia mai riuscendo ad emozionarti come se ogni volta fosse la novità. Il silenzio assordante è rotto solo dall’autoradio della nostra jeep. La notte ci accampiamo con la tenda sul punto esatto dove passa il Tropico del Capricorno. Qui abbiamo passato una delle notti più fredde e dure di tutto l’intero viaggio!

Passata la sofferenza del freddo della notte,  i primi raggi di sole dell’alba ci riscaldano penetrando nel telo della nostra tenda. In un attimo dagli zero gradi della notte giungono i quaranta gradi del giorno! che vita tosta ragazzi! Una sana colazione e ripartiamo. Dopo 10460 chilometri esatti, sconfiniamo nel terzo stato australiano del nostro “road trip”! La strada cambia ancora. Immense praterie gialle fanno scomparire temporaneamente l’infinito bush. E’ cosi che mi da il benvenuto il Queensland!

Welcome to QUEENSLAND!
Welcome to Queensland!

Dopo centinaia di chilometri di deserto l’ambiente circostante incredibilmente cambia ancora. Inizia una prateria giallastra che si trasforma prima in colline verdi e poi diventa un infinita foresta tropicale. Un altro miracolo che solo questa terra può regalare! Facciamo rotta verso le Millaa Milla Falls. Camminando tra i sentieri rossi della foresta tropicale può capitare di perdersi tra l’ombra delle piante. Senti la voce dell’acqua che scorre. La segui e ti ritrovi laddove lei urla. Che meraviglia!

Il nostro viaggio prosegue verso la capitale del Queensland: la città di Cairns. L’umore di tutti per la prima volta scende. Siamo tutti un pò tristi perchè sarà l’ultima tappa del nostro Roadtrip iniziato trenta giorni fa da Perth… Il ritorno dall’estremo selvaggio del deserto fino alla “comfort zone” della città di Cairns per me e per i miei compagni di viaggio è molto scioccante… Mi sento spaesato tra le vie dello shopping e mal osservato dalla gente “civilizzata” che mi scruta con sguardi e pensieri strani. Beh, magari sarà solo la mia impressione… Ma del resto dopo un mese passato nei luoghi più selvaggi dell’Australia senza un letto con lenzuola pulite, con cibo razionato e quasi senza acqua (senza lavarsi per giorni)  penso sia normale. Ti abitui a vivere in modo diverso, quasi a “sopravvivere” senza fare sprechi. Ogni grammo di cibo che mangi, ogni vestito e straccio che indossi, e ogni goccia di acqua che bevi possono fare la differenza e sono la vita. Riesci a capire e gestire i tuoi limiti superandoli. Capisci davvero quando possono essere importanti le cose semplici come bere un bicchiere d’acqua. E quando ti  ritrovi qui, tra ristoranti con tavoli imbanditi di cibo, docce fresche in casa e tanto consumismo ti viene da pensare a quanto siamo fortunati  ma sopratutto a quanto soffre “l’altra gente”, quella che vive in povertà o nella cosiddetta “scomfort zone”.

Saluto l’oceano ringraziandolo per tutto quello che mi ha regalato. E’ grazie a lui se in questo grande stato enorme come un continente, esistono diversi microclimi con spiagge paradisiache,  foreste tropicali e il deserto. Ho avuto la fortuna di aver vagabondato per giorni in una delle zone più selvaggie al mondo e ne sono fiero. Ancora più fiero perchè insieme a me ha viaggiato mia sorella Giorgia. Che esperienza unica sorellina! e poi Marco il suo ragazzo, davvero una grande persona con un grande cuore e di grande esperienza di viaggio. E lo stesso vale per Nicolas. Un altro pazzo che come noi ha sfidato la natura estrema di questa meravigliosa terra. Senza dimenticare Choco! il più grande cane viaggiatore che abbia mai conosciuto!

Un ultimo pianto in aereoporto. Un abbraccio ai miei compagni e all’anima aborigena che illumina questa terra. Non ti scorderò mai… Arrivederci  mia Australia!

uluru strada
La strada infinita

CONCLUDO LA MIA ESPERIENZA IN AUSTRALIA CON QUESTO PENSIERO….

Una strada infinita partita da Perth conclusa a Cairns dopo 11460 chilometri percorsi “on the road”. Abbiamo attraversato tre stati: Il Western Australia, il Northen Territory e il Queensland. Siamo passati per paesi, citta, praterie, savane di bush, spiagge, montagne, billabong con coccodrilli e dal mitico deserto dell’Outback. Mi porto dentro le giornate calde da star male, le mangiate con scatolette di tonno, la scorta d’acqua e di benzina perché per centinaia di chilometri non vi era un bel nulla. Non un cesso per pisciare, una doccia per lavarsi, un bar o un benzinaio. Ma solo sabbia rossa, cespugli e canguri che ti attraversavano la strada. E c’erano le notti fredde a causa dell’escursione termica. Trenta notti in tenda accampati dove capitava, accompagnati da tramonti colorati mozzafiato, da stelle che si potevano toccare e da animali selvaggi che si avvicinavano alla tenda per darci la buonanotte. Poi i miei compagni di viaggio: Nicolas che ho conosciuto qui, Marco il ragazzo di mia sorella e appunto mia sorella Giorgia. Di lei sono super fiero. Una ragazza che ha attraversato l’Outback, che ha passato giornate senza bagni e senza docce e che non aveva paura di niente nemmeno dei ragni o serpenti, qui pericolosi e velenosi. Sei in gamba sorellina! E poi c’era Choco, il cane viaggiatore. Un cucciolo di tre mesi che si è girato già mezza Australia! Non male come curriculum, puppy! Ma di questa terra non potrò scordarmi mai lo stato d’animo provato nell’Outback. Un’ esperienza cosi intima con la natura australiana da far arrossire la terra dal tanto tempo che la si guarda e far illuminare al buio gli occhi di notte, quando si ammira a testa in su la via lattea allungando la mano per afferlarla o cercando di prendere la luna piena che scappa, accendendo la luce sul bush infinito. Il grande silenzio che si sente per migliaia di chilometri ti riempie l’anima di pensieri, tenendoteli dentro sempre, per tutto il roadtrip, e per tutta la vita…

 

Alessandro Cusinato

TRANSILVANIA- diario di viaggio

Ogni viaggio ha il suo motivo. Ogni luogo da esplorare ha il suo più curioso posto d’attrazione. Io e il mio zaino siamo venuti qui per camminare sulle montagne, nelle foreste e nelle cittadine medioevali giungendo fino al castello di Bran, famoso per la leggenda del conte Dracula.

BUCAREST – La capitale

Il mio viaggio parte da Bucarest storica capitale rumena. Atterro in tarda serata e prima di recarmi all’ostello, insieme al mio compagno di viaggio Tommaso, mi dirigo verso il quartiere di Lipstani. Cammino pregustando i primi istanti nella terra rumena. Mi guardo intorno incuriosito consapevole di visitare una città segnata dal suo recente passato comunista. E’ buio e alcune vie sono segnate dal degrado. Alti palazzoni grigi con le mura rovinate dai segni della povertà, fanno da contorno alla strada sottostante con roulotte e cavi della luce che penzolano dagli alti pali. Per strada poca gente. Ma appena giungo nel quartiere di Lipstani tutto cambia. Musica alta rimbomba per la stretta e lunghissima via della movida rumena dove decine di disco pub e ristoranti fanno da meta a centinaia di giovani e turisti. Rimango piacevolmente sorpreso dalla bellezza dei locali e all’organizzazione. Bevo per festeggiare l’inizio del mio viaggio, brindando alla visita della Transilvania! Tornerò qui a Bucarest tra qualche giorno per visitare, tra le altre cose, un palazzo del XV secolo chiamato Curtea Veche, dove regnò il principe Vlad III, soprannominato l’impalatore… ma questa storia ve la racconterò più avanti…

DA BUCAREST VERSO BRASOV

Di buon mattino con un bus, giungo in stazione centrale per salire sul treno che mi condurrà nella mistica regione del conte Dracula. Mi attende un viaggio verso la Transilvania lungo all’incirca 200 chilometri. Ne approfitto per scrivere, restando affascinato dalla natura di questa terra che si intravede scorrere dal finestrino.

Treno per Brasov
Il treno per Brasov

Lungo un antico sentiero medioevale che dalla Valacchia porta alla Transilvania, in località Sinaia, sorge il Castello di Peles. Costruito in stile neo rinascimentale tedesco, venne eretto come residenza del Re di Romania nel 1873. Alla stazione di Sinaia scendo, e con il mio zaino in spalla percorro in salita un’altura che dopo un chilometro mi porta davanti al maestoso castello. Il colpo d’occhio è fantastico. Il bianco del castello risalta il colore verde della montagna. Le sue forme lo rendono il più bello dei 103 castelli esistenti in tutta la Romania. All’interno la ricchezza non si spreca.

BRASOV

Riparto in treno da Sinaia in direzione Brasov. Osservo la foresta dal finestrino, alberi che si arrampicano sulle montagne, qualche tetto di casa a forma di cono e poi ancora foreste… non a caso Transilvania vuol dire “oltre la foresta”. A Brasov i miei occhi si inebriano di colori e bellezza. E’ una cittadina bellissima e molto accogliente. Camminando per le sue vie si è rapiti dalla visuale dei Carpazi che la circondano e dalle tante abitazioni colorate in stile barocco. Alzando lo sguardo verso il cielo poi, nuvole bianchissime riflettono la luce calda del sole illuminando l’aria limpidissima di montagna. Una vera e propria perla della Romania. In città pregusto i piatti tipici rumeni davvero squisiti e visito la chiesa nera in stile gotico. Ma questa è solo la porta principale della Transilvana… L’indomani di buona mattina, prenderò un bus che in mezz’ora circa mi porterà a Bran ai piedi del famoso castello di Dracula…

 

CASTELLO DI BRAN

Finalmente giungo a Bran, il paese del conte Dracula. Mi aspetto di trovare un’atmosfera lugubre e tetra con tanto di ululati, pipistrelli in volo e cielo tempestoso. Ma al mio arrivo rimango un pò deluso, ritrovandomi in un luogo si meraviglioso, ma “non pauroso”. Non so se sia stata una mia fortuna capitare qui in una splendida giornata di sole!… Già perchè il sole toglie quell’alone di mistero che dovrebbe invece accompagnare la visita di questo mistico castello… Ma qui lo scrittore Bram Stoker in una grigia giornata d’inverno, fu ispirato nel creare il personaggio di Dracula. Non c’è nessuna nuvola grigia in cielo, ma il fascino della Transilvania, delle sue fitte foreste e del potente Vlad III l’impalatore, rendono questo castello il più affascinante di tutti. Insomma… C’era una volta il conte Dracula…

In serata torno a Brasov, ma l’indomani faccio ritorno a Bucarest. Qui non può mancare il classico giro in bici per la città. Visito i monumenti principali tra cui il parlamento. Ma la vera attrattiva qui è la “Curtea Veche”. Mi blocco sofferandomi davanti alla residenza di Vlad III, il temuto impalatore di turchi. Le rovine dell’abitazione e la sua statua, riescono a trasmettermi quel fascino terrorizzante che dalla Transilvania giunge fino qui a Bucarest.

Curtea Veche
Curtea Veche

Concludo il viaggio portandomi dentro la bellezza di questa terra. I colori di Brasov, le fitte foreste che si arrampicano sui Carpazi e i suoi tanti castelli, dipingono una meravigliosa natura mischiata alla storia. Forse è proprio questa la formula perfetta che da origine alla sua misticità. Una formula magica che ha trasformato il temibile Vlad III, realmente esistito, famoso per la sua terribile fama di impalare le teste dei nemici turchi nelle foreste cupe di Valacchia e Transilvania, in una figura inventata ma altrettanto terrificante come il conte Dracula. Cosi facendo ha reso immortale la sua anima, che vive qui, come fosse parte integrante di questa terra. Qui lo si percepisce… Impossibile restare indifferenti alle foreste incontaminate e cupe che fanno ombra a misteriosi castelli. Li oscurano cosi tanto da far svolazzare intorno pipistrelli che anche se non si vedono appaiono nei nostri pensieri.

Alessandro Cusinato