FELICE DI “NON VIAGGIARE”

Ritorneremo a viaggiare!

Da qualche mese noi umani ci siamo fermati, bloccando tutto il sistema che ci circonda. Un sistema che ci ha portato dentro un limbo di ricchezza e di benessere; lo stesso sistema che ci ha permesso di prendere un aereo capace di condurci in un luogo sognato dall’altra parte del mondo. << Oh che meraviglia!>> pensavamo. Ma è da tempo che la Terra non la pensa più come noi; lei non giova più di quel benessere che a causa dei nostri vizi sta velocemente perdendo.
Bisognava fermarci tutti per osservarla, aiutarla, farla guarire e, incredibilmente, un miracolo è accaduto. Può sembrare strano ma ora che tutto si è fermato sono felice di non poter viaggiare. Mi spiego meglio: io soffro come un matto! ma sono consapevole che tutto quello che sta accadendo servirà a qualcosa. Servirá a lei per poter rinascere liberandosi dalla nostra tirannia e servirà a noi per riflettere sugli errori che abbiamo commesso. Come un corpo malato anche la Terra ha prodotto la sua febbre, sotto forma di Coronavirus. Madre Natura si sta difendendo contro l’egoismo umano. Quindi, se esaminiamo bene, il vero virus siamo proprio noi. Per questo sono felice di “non viaggiare” perché desidero fortemente regalare al mio pianeta il suo benessere sacrificando i miei vizi. Mi accontento di viaggiare con la mentre leggendo un buon libro nell’attesa di una sua lenta guarigione. La medicina prescritta dall’universo è il nostro buon senso e fermandoci, la stiamo imboccando facendola assumere piccole dosi della nostra cura. Aumentiamo in modo più massiccio il medicinale finchè il benessere gioverà ad entrambi. Torneremo a viaggiare ma prima torniamo a vivere in un mondo guarito.

Alessandro Cusinato

SMETTILA DI BRUCIARE… MIO CUORE ROSSO D’AUSTRALIA

Penso che da cosi lontano non si possa capire bene quello che stia succedendo laggiù…o forse si. Forse si riesce a capire ma credo che le migliaia di chilometri di distanza che ci separano dal gran continente oceanico, non ci facciano rendere realmente conto di ciò che stiamo perdendo. La forza della natura sta distruggendo quello che la sua bellezza ha precedentemente creato. Recentemente ho trascorso un mese in Australia con GiorgiaMarcoNicolas e l’ho fatto attraversando la sua parte più selvaggia. La sua parte più vera. Quella parte che se la vivi ti rimane dentro, ma dentro cosi tanto da farla diventare uno stato d’animo. La parte del bush immenso che non finisce mai, dei paesaggi che sembrano uguali ma che cambiano faccia e colore in un batter di miglia, del caldo insopportabile di giorno che diventa freddo la notte, dei grandi canguri, dei serpenti velenosi, degli ululati dei dingo, dei veloci emu e delle migliaia di specie di piante che solo li si possono trovare. E’ la sacra terra degli aborigeni. Pensare che quel paradiso incontaminato del nostro pianeta sia in fiamme e che mezzo miliardo di animali siano morti è qualcosa di tristemente inimmaginabile. Sapere che I pappagalli che in stormo mi svegliavano la mattina o i bengalini diamantini che a centinaia occupavano i cespugli del bush, facendo un casino assordante con il loro cinguettare, non abitino più quei luoghi mi fa star male. Sapere che Le migliaia di canguri che la notte saltellavano al di fuori della tenda facendo rimbombare i loro passi nella prateria come colpi di tamburo non si sentiranno più fa star male. Le piante che dal deserto dell’Outback fino alla foresta pluviale brulicavano di vita ora sono diventate cenere e con esse anche gli spiriti dei nativi australiani. Spiriti che sono sicuro proteggeranno il resto del territorio dal pericoloso uomo bianco, quello che con la sua industrializzazione sta sterminando tutto il pianeta. Quello che fa rabbia è che gli incendi sono dovuti all’inalzamento delle temperature causate dall’uomo e non da avvenimenti naturali. Gli aborigeni sapevano gestire gli incendi nel bush e lo facevano volontariamente attraverso incendi controllati bruciando sapientemente parte del terreno da rigenerare. Lo facevano attraverso una tradizione antichissima usata tutt’ora per ridare vita a un territorio che doveva rinascere dopo le grandi siccità. Questo incendio invece è catastrofico. Catastrofico come tutte le idee che occupano la mente dell’uomo Industrializzato, ipocrita, capitalista e senza scrupoli che sta distruggendo il nostro pianeta. Ripenso alle notti in tenda nel bush quando davanti a un fuoco alzando lo sguardo al cielo riuscivo a toccare le stelle con un dito sfiorando persino le Pleiadi. Spero che da quella costellazione scenda qualche spirito aborigeno per riportare la vita dove ora c’è solo morte e distruzione. Spero che l’anima dell’Australia ritorni a colorarsi di rosso, non quello degli incendi, ma di un rosso uguale a quello del colore della sua terra.
G day amata Australia! ♥️
Alessandro